Il blog di Matteo Rossi

Diritti dietro le sbarre…

Mi sono recato in visita alla Questura di Genova dove ho avuto modo di osservare le condizioni delle Camere di Sicurezza poste nei locali sotterranei dell’edificio.
Da tempo i lavoratori di Polizia e le loro rappresentanze sindacali richiamavano l’attenzione su “sporcizia e tanfo oltre il tollerabile” all’interno delle celle, e si sottolineava come l’odore fosse avvertibile anche in ambienti esterni alle camere stesse.
Dopo aver visitato le Camere di Sicurezza ho espresso tutta la mia solidarietà ai “lavoratori delle forze dell’ordine” ma soprattutto non si può più rinviare un adeguamento igienico sanitario nel rispetto sia dei detenuti che degli operatori di Polizia. Ho avuto rassicurazioni in merito da parte del Questore e nel mese di maggio provvederò ad un nuovo sopralluogo per verificare lo stato dei lavori.

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Articolo 18

Successo della manifestazione è un forte segnale al Governo. Basta colpire i lavoratori. Per uscire dalla crisi prioritaria patrimoniale pesante.

Il grande successo della manifestazione dei metalmeccanici è indice del malessere sempre più acuto del mondo del lavoro e dell’indignazione dei lavoratori del ponente che da anni vivono una condizione d’incertezza davvero inaccettabile.

I lavoratori delle fabbriche del Ponente stanno esprimendo una maturità straordinaria. Non solo sono costantemente impegnati in una lotta in difesa del posto del lavoro, ma hanno dimostrato la capacità di condurre con generosità una battaglia complessiva
in difesa dell’art. 18 e contro la precarietà. Capiamo il disagio per la città, ma non dimentichiamoci che i primi a pagare il prezzo delle lotte, con il loro magro stipendio, sono proprio i lavoratori.

Per fare ripartire l’economia servono risorse reperibili attraverso la lotta all’evasione, i tagli alle spese militari e una patrimoniale pesante. I posti di lavoro si creano con investimenti tesi a rilanciare una politica industriale, non colpendo l’articolo 18, abbassando i salari e tenendo sotto ricatto i lavoratori. Il Governo così va proprio fuori
strada.

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Salviamo l’agricoltura ligure.

“Sosteniamo con forza le richieste degli agricoltori. Agricoltura: patrimonio assolutamente strategico per l’economia e la tutela del nostro

territorio”

La Conferenza dei Capigruppo ha oggi incontrato le rappresentanze degli agricoltori.
Il mondo dell’agricoltura denuncia una forte penalizzazione, diretta o indiretta, dalle misure recentemente approvate dal Governo Monti. Nuova IMU, prezzo carburanti, estimi catastali dei terreni agricoli.
Le associazioni di categoria hanno sollecitato un ordine del giorno della Regione affinché sia rivista l’IMU dei fabbricati strumentali, siano complessivamente rivisitate le tariffe d’estimo e s’intervenga, attraverso un sistema di credito d’imposta, sul costo del gasolio.

“Sosteniamo con forza le richieste degli agricoltori – ha dichiarato al termine dell’incontro Matteo Rossi, capogruppo SEL – e pertanto ci siamo impegnati a presentare un ordine del giorno che le accolga pienamente. Questa categoria è stata pesantemente colpita dai recenti provvedimenti governativi, ancor di più l’agricoltura ligure. Dobbiamo difendere assolutamente tale prezioso patrimonio, assolutamente strategico per l’economia e la tutela del nostro territorio. Ci auguriamo che tutte le forze politiche si mobilitino in tale direzione.”

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La lotta dei Ticket

Inoccupati, casalinghe e i minori seguiti dai servizi sociali sono fra le categorie che inspiegabilmente non rientrano nei parametri.

SEL: estendere l’esenzione del Ticket ai troppi cittadini esclusi. Serve vera equità in questo momento di grave crisi economica e sociale.

“In attesa che l’ Ass. Montaldo ci risponda non si comprendono le ragioni per cui buona parte dei cittadini più deboli non possano beneficiare dell’esenzione. “Crediamo che la Regione interpreti con eccessiva rigidità la già restrittiva norma nazionale. Non è affatto normale che chi gli inoccupati o chi ha lavorato con partita IVA venga lasciato scoperto. In altre regioni hanno operato con maggiore elasticità e buon senso.”

In seguito alla modifica della norma nazionale Dal 1 novembre 2011 infatti sono cambiate le modalità per l’esenzione dal pagamento del ticket per le prestazioni specialistiche ambulatoriali e farmaceutiche. Gli attuali certificati sono validi fino al 31 marzo 2012, dopodiché i successivi certificati dovrebbero avere validità annuale fino al 31 marzo 2013. Le categorie di cittadini che hanno l’accesso all’esenzione dal pagamento sono quattro e prevedono sostanzialmente agevolazioni legate all’età (sotto i 6 anni sopra i 65 e con basso reddito). Quindi restano per esempio esclusi i minori in carico ai Servizi Sociali di età superiore ai 6 anni. Vi è poi una categoria, la E02, che è quella dei disoccupati, e dei familiari a loro carico con reddito complessivo non superiore agli 11.362,05 euro annuali, che suscita fortissimo stupore per le modalità di accesso all’esenzione. Sono considerati disoccupati coloro i quali “sono iscritti negli elenchi dei Centri per l’impiego e che hanno perso una precedente attività lavorativa alle dipendenze”. Sono esclusi quindi i cassintegrati, i precari e i lavoratori part-time con contratto inferiore alle venti ore settimanali. Non solo la categoria degli inoccupati, che sono coloro i quali non hanno mai lavorato e che, pur iscritti ai Centri per l’impiego, non hanno diritto all’erogazione della riduzione della prestazione. Viene inoltre escluso chi ha lavorato con partita IVA perché non configurato come lavoro dipendente.

Su tali temi grazie alla segnalazione di una rete di cittadini e associazioni mobilitatasi sul tema, ho già presentato sia un’interpellanza scritta sia un’interrogazione che si sarebbe dovuta discutere oggi in Consiglio, su come si sia arrivati alla definizione di queste categorie e su come si intenda procedere. In particolare si richiede di adottare un criterio maggiormente estensivo, come avvenuto in altre regioni, affinché per ottenere l’esenzione sia sufficiente l’iscrizione ai Centri per l’impiego e una bassa soglia reddituale certificata, senza altre discriminazioni legata all’età o al precedente inquadramento lavorativo.

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Effetto Doria…

Gronda, servizi sociali, Ospedale del Ponente: cambiare rotta. Infranti tabù liberisti e sviluppisti, vera rivoluzione programmatica. Poteri forti e vecchia politica facciano un passo indietro. Mi pare che cresca la tentazione gattopardesca di far finta che non sia successo nulla. In molti stanno cercando di far passare l’idea che è solo un cambiamento di persone e non di programmi. Non è così, non può essere così.
La vecchia politica ha preso una sberla. Oggi non ha senso pensare che lo scossone di Doria debba mettere in discussione gli assetti regionali, ma vogliamo non si tradisca una rivoluzione programmatica che c’è stata. Quindi, lo dico a scanso di equivoci, bandire ogni logica di potere e mettere al centro i contenuti. Da qui deve ripartire un confronto di merito, anche nella maggioranza regionale, non siamo disponibili a far finta di nulla.
Doria  ha vinto per i contenuti che ha espresso, ha perso invece chi ha pensato di proporre un cambiamento in senso moderato, puntando su tratti “estetici” e non programmatici. Doria ha detto cose importanti su Gronda, Ospedale del Ponente, servizi sociali, di cui bisogna tenere conto in tutti i livelli istituzionali.
Su Gronda, infrastrutture e mobilità sostenibile ha indicato una inversione di rotta. Provare oggi a svuotarne il significato, o a far apparire specularmente Doria come l’uomo dei “NO” è assurdo. Per inciso, il Terzo Valico sta per partire e Doria non hai mai espresso una contrarietà ma valutazioni di buon senso su costi e tempi, indicando la necessità di intervenire da subito con piccole opere di ammodernamento della rete esistente. Per cui non ci sarà alcun problema a reperire lo smarino per il ribaltamento di Fincantieri.
Se si fa un’analisi senza pregiudizi si capisce che la Gronda invece è un’opera impattante e inutile, non incide sul decongestionamento del traffico cittadino e non serve ai traffici portuali. La strada a mare risponderà alle necessità della città.
“ Infine Doria ha ribadito- conclude Rossi- la strategicità dell’Ospedale di Ponente e l’importanza di difendere i servizi sociali, scongiurando i tagli anche attraverso l’utilizzo della leva fiscale. Ha infranto così un altro tabù liberista. Anche su questo si deve riaprire la discussione in Regione, tenendo conto delle chiare indicazioni emerse dal popolo del Centrosinistra.”
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Difendere le lavoratrici

Le cosiddette dimissioni in bianco sono una prassi purtroppo molto diffusa in Italia, che consiste – all’atto di una assunzione a tempo indeterminato – di far firmare alle lavoratrici le proprie dimissioni, allo scopo di ‘tutelare’ l’azienda da una gravidanza e dei relativi oneri a carico.

Tale pratica era vietata da una legge cancellata dal Governo Berlusconi, di cui fu il primo atto amministrativo all’indomani della sua ultima vittoria elettorale.

Con l’odg approvato oggi si impegna la Regione Liguria a chiedere al Governo Monti di ripristinare la norma abrogata partendo dalla valutazione che tale pratica è fortemente discriminatoria.

Il consiglio regionale della Liguria – sottolinea con soddisfazione il consigliere Matteo Rossi - ha accolto un ordine del giorno di tutela per le lavoratrici e di difesa del loro diritto alla maternità, ci attendiamo che il Governo lo accolga ripristinando un elemento di civiltà giuridica!”.

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se 700 vi sembran pochi….

Sono ormai oltre 700 i membri del gruppo Facebook “Genova come Milano: Sì al registro delle coppie di fatto”. “E’ un segnale forte che Genova è una città che vuole difendere i diritti di tutte le famiglie e non solo di quelle tradizionali”, spiegano i consiglieri regionali Matteo Rossi (capogruppo Sel) e Alessandro Benzi (capogruppo Fds), che hanno lanciato il gruppo meno di due settimane fa.

I candidati alle primarie farebbero bene ad esprimere chiaramente la propria posizione in merito alla volontà di istituire, se eletti, un registro per le unioni di fatto”, spiega Matteo Rossi. “A due settimane circa dal nostro appello, solo Marco Doria, candidato indipendente sostenuto da Sel, si è pronunciato in modo netto, dichiarandosi a favore del registro”.

Sarebbe utile per tutti sapere se anche Roberta Pinotti, Marta Vincenzi e gli altri candidati alle primarie, intendano fare altrettanto, per promuovere i diritti civili delle coppie di fatto, delle nuove famiglie, eterosessuali e gay”, aggiunge Alessandro Benzi. “In questo momento storico Genova deve cogliere la sfida della battaglia per i diritti di tutti, mettendosi al passo con le altre città europee e, in Italia, seguendo l’esempio della città di Milano, dove il sindaco Pisapia istituirà un registro delle unioni di fatto entro il 2012”.

L’approccio del Comune deve essere quello di offerta dei servizi all’intera popolazione, – aggiunge Matteo Rossi – e non solo ad una sua parte, tenendo conto delle sue diversità e affrontandole
laicamente. La tradizionale idea di famiglia oggi deve confrontarsi con nuovi scenari e modelli. I Comuni devono aprire a tutte le famiglie e non solo ad un modello tradizionale, con tutti gli strumenti che la politica può offrire”.

I due consiglieri rinnovano anche al governo Monti il proprio appello. Spiega Alessandro Benzi: “Parità e uguaglianza devono essere le parole d’ordine per il Governo. Proprio per questo ci auguriamo che il governo Monti trovi il tempo di occuparsi, seppur in un momento di crisi come quello attuale, del riconoscimento delle unioni civili, anche fra omosessuali, per mettere al più presto l’Italia al passo dell’Europa anche in tema di diritti e non rischiare di venire declassata anche in questo ambito”.

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Un segnale importante.

“Il 17 Marzo Genova ospiterà la “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle Mafie”; sarebbe un segnale forte approvare la legge regionale entro quella data e offrire al Paese un’immagine di forte coesione istituzionale di fronte all’evidente gravità della situazione, recentemente documentata anche dalla trasmissione “Presa Diretta”. Segnale quanto mai
necessario dopo il controverso voto delle Camere sulla vicenda Cosentino.
I recenti fatti avvenuti a Genova, a Savona e nel Ponente ligure ci impongono di reagire al più presto. Le mafie, come dimostra anche la grave vicenda del giornalista emiliano Giovanni Tizian, sono un fenomeno sempre più radicato
anche al Nord.
Avere coinvolto la società civile in questo percorso, a partire dalle associazioni impegnate in prima linea, come Libera, è un fatto assolutamente positivo; la rapida approvazione entro il 17 Marzo sarebbe un naturale sviluppo di tale scelta “.

“Il 17 Marzo Genova ospiterà la “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle Mafie”; sarebbe un segnale forte approvare la legge regionale entro quella data e offrire al Paese un’immagine di forte coesione istituzionale di fronte all’evidente gravità della situazione, recentemente documentata anche dalla trasmissione “Presa Diretta”. Segnale quanto mainecessario dopo il controverso voto delle Camere sulla vicenda Cosentino.I recenti fatti avvenuti a Genova, a Savona e nel Ponente ligure ci impongono di reagire al più presto. Le mafie, come dimostra anche la grave vicenda del giornalista emiliano Giovanni Tizian, sono un fenomeno sempre più radicatoanche al Nord.Avere coinvolto la società civile in questo percorso, a partire dalle associazioni impegnate in prima linea, come Libera, è un fatto assolutamente positivo; la rapida approvazione entro il 17 Marzo sarebbe un naturale sviluppo di tale scelta “.

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Ospedale ponente e servizi sociali: subito un tavolo regionale

“Siamo disponibili ad approvare le cartolarizzazioni degli immobili sanitari ma vogliamo capire bene cosa s’intende dismettere e soprattutto come s’intendono utilizzare le risorse ricavate, oltreché per tappare il buco della sanità.”
Matteo Rossi (Capogruppo regionale SEL), in vista della maggioranza, che si terrà domani sul tema mette i paletti.
“Noi poniamo due priorità- prosegue Rossi (SEL)- e in funzione di esse possiamo accettare tasse e vendite patrimoniali: un fondo per l’Ospedale del Ponente e il mantenimento della spesa sociale. Chiediamo quindi che si guardi alle necessità dei cittadini, salvaguardando i servizi siano essi sanitari o sociali e si potenzi la rete ospedaliera dove ce n’è maggiore necessità.”
“Ora si convochi subito il Tavolo regionale Servizi Sociali- sottolinea Simone Leoncini (Coordinatore esecutivo reg. SEL)- per far fronte all’emergenza coinvolgendo tutti, come da tempo proponiamo. L’ordine del giorno approvato, primi firmatari Rossi (SEL) e Manti (PD), è un fatto importante che va incontro alle richieste delle OO.SS. e del Forum terzo Settore.
Gli ammortizzatori sono l’ultima spiaggia- prosegue Leoncini- a oggi bisogna convocare il Tavolo Regionale e mettere in atto tutte le azioni possibili per “conferire risorse adeguate” per i servizi alla persona, come prede l’ODG approvato, tutelando i lavoratori e i cittadini-utenti. ”

Ospedale ponente e servizi sociali: subito un tavolo regionale

Cartolarizzazioni e addizionale servano anche per l’Ospedale del Ponente e il mantenimento dei servizi sociali.

“Siamo disponibili ad approvare le cartolarizzazioni degli immobili sanitari ma vogliamo capire bene cosa s’intende dismettere e soprattutto come s’intendono utilizzare le risorse ricavate, oltreché per tappare il buco della sanità.”
Matteo Rossi (Capogruppo regionale SEL), in vista della maggioranza, che si terrà domani sul tema mette i paletti.
“Noi poniamo due priorità- prosegue Rossi (SEL)- e in funzione di esse possiamo accettare tasse e vendite patrimoniali: un fondo per l’Ospedale del Ponente e il mantenimento della spesa sociale. Chiediamo quindi che si guardi alle necessità dei cittadini, salvaguardando i servizi siano essi sanitari o sociali e si potenzi la rete ospedaliera dove ce n’è maggiore necessità.”
“Ora si convochi subito il Tavolo regionale Servizi Sociali- sottolinea Simone Leoncini (Coordinatore esecutivo reg. SEL)- per far fronte all’emergenza coinvolgendo tutti, come da tempo proponiamo. L’ordine del giorno approvato, primi firmatari Rossi (SEL) e Manti (PD), è un fatto importante che va incontro alle richieste delle OO.SS. e del Forum terzo Settore.
Gli ammortizzatori sono l’ultima spiaggia- prosegue Leoncini- a oggi bisogna convocare il Tavolo Regionale e mettere in atto tutte le azioni possibili per “conferire risorse adeguate” per i servizi alla persona, come prede l’ODG approvato, tutelando i lavoratori e i cittadini-utenti. ”

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A sostegno del sociale

Sel presenta un ordine del giorno e invita il Governo a reperire le risorse necessarie.
Rossi: “La delega al sociale tra le priorità di bilancio. Subito una unità di crisi regionale che coinvolga enti locali, soggetti sociali e sindacati per fermare i tagli”
“Se il governo Berlusconi per anni non ha fatto altro che tagliare risorse agli enti locali e ai fondi nazionali del sociale, oggi il nuovo governo ha una grande opportunità: per la prima volta si ha possibilità di dare voce a chi non ce l’ha”. I consiglieri regionali Alessandro Benzi (Fds) e Matteo Rossi (Sel) sono solidali con gli operatori del sociale intervenuti oggi in Consiglio regionale per difendere il proprio lavoro aggredito da
tagli indiscriminati.
“Chi lavora nel sociale”, dicono Benzi e Rossi, “sono cittadine e cittadini che credono in una società giusta e che si impegnano ogni giorno per rendere i nostri territori più vivibili e più coesi, creando le condizioni per lo sviluppo socioeconomico. Il settore versa in condizioni disastrose: migliaia di utenti potrebbero perdere ogni forma di assistenza e migliaia di posti di lavoro traballano”.
“Dopo la crescita degli ultimi 20 anni, oggi il mondo del Terzo settore sta subendo duri contraccolpi che mettono alla prova la sua capacità di tenuta e anche di innovazione – continuano i due consiglieri regionali – Si tratta di un universo che oltre a gestire servizi socialmente utili, crea occupazione. In Liguria circa 12000 persone sono impegnate in questo ambito: si va verso il baratro e si rischia di creare una vera e propria
voragine occupazionale”.
Sel ha presentato un ordine del giorno: “Chiediamo che il Governo si impegni a reperire le risorse necessarie per evitare che servizi e occupazione nel sociale scivolino silenziosamente nel baratro – spiega Simone Leoncini, Coordinatore Es. Reg. di Sel. “E’ necessario individuare tra le priorità di bilancio il finanziamento della delega del sociale. Inoltre, è fondamentale aprire subito un’unità di crisi regionale che coinvolga
gli enti locali, il forum del Terzo settore e i sindacati per trovare insieme altre strade e scongiurare fermamente i tagli”.

A sostegno del sociale

Subito una unità di crisi regionale che coinvolga enti locali, soggetti sociali e sindacati per fermare i tagli
Sel presenta un ordine del giorno e invita il Governo a reperire le risorse necessarie.Rossi: “La delega al sociale tra le priorità di bilancio. Subito una unità di crisi regionale che coinvolga enti locali, soggetti sociali e sindacati per fermare i tagli”
“Se il governo Berlusconi per anni non ha fatto altro che tagliare risorse agli enti locali e ai fondi nazionali del sociale, oggi il nuovo governo ha una grande opportunità: per la prima volta si ha possibilità di dare voce a chi non ce l’ha”. I consiglieri regionali Alessandro Benzi (Fds) e Matteo Rossi (Sel) sono solidali con gli operatori del sociale intervenuti oggi in Consiglio regionale per difendere il proprio lavoro aggredito datagli indiscriminati.
“Chi lavora nel sociale”, dicono Benzi e Rossi, “sono cittadine e cittadini che credono in una società giusta e che si impegnano ogni giorno per rendere i nostri territori più vivibili e più coesi, creando le condizioni per lo sviluppo socioeconomico. Il settore versa in condizioni disastrose: migliaia di utenti potrebbero perdere ogni forma di assistenza e migliaia di posti di lavoro traballano”.
“Dopo la crescita degli ultimi 20 anni, oggi il mondo del Terzo settore sta subendo duri contraccolpi che mettono alla prova la sua capacità di tenuta e anche di innovazione – continuano i due consiglieri regionali – Si tratta di un universo che oltre a gestire servizi socialmente utili, crea occupazione. In Liguria circa 12000 persone sono impegnate in questo ambito: si va verso il baratro e si rischia di creare una vera e propriavoragine occupazionale”.
Sel ha presentato un ordine del giorno: “Chiediamo che il Governo si impegni a reperire le risorse necessarie per evitare che servizi e occupazione nel sociale scivolino silenziosamente nel baratro – spiega Simone Leoncini, Coordinatore Es. Reg. di Sel. “E’ necessario individuare tra le priorità di bilancio il finanziamento della delega del sociale. Inoltre, è fondamentale aprire subito un’unità di crisi regionale che coinvolgagli enti locali, il forum del Terzo settore e i sindacati per trovare insieme altre strade e scongiurare fermamente i tagli”.

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